Cosa le insegni?

Cosa le insegni?

Quando ho deciso di aprire questo blog interamente dedicato al comportamento dei cani, mi sono chiesta come avrei fatto a selezionare e classificare gli argomenti, per differenziarlo dal mare magnum dell’informazione cinofila presente on line.
In base alle età del cane? In base al grado di “fastidio” che il comportamento in sé produce e induce nell’uomo? In base a dove questo comportamento viene emesso?

No, niente di tutto questo mi soddisfaceva, e intanto nell’attesa tutto taceva…

Poi un giorno ecco l’idea! Che stupida…bastava parlare dei cani che riabilito come “dog coach” e di quello che mi capita ogni giorno da semplice “dog owner”, e così ecco pronto il primo articolo, la classificazione verrà da sé, ci penserò in seguito.

Maya e il suo bastoncino

Domenica mattina, ore 9,30 e il mio terzo giro.
Terzo perché quella mattina avevo deciso di portarli fuori uno alla volta, non avendo lezioni, avrei fatto in modo che si sentissero “figli unici” per un po’, dato che a causa (o per merito) del lavoro, negli ultimi giorni avevo optato per la massima resa delle corse pazze tutti insieme nei campi: KO tecnico dopo 30 minuti ma, a casa poi, continue richieste di attenzioni da parte di ognuno di loro.

Terzo giro con Maya, che non ama molto camminare quanto correre. Lei sa che che quando esce sola con me è il suo momento: è il momento di correre all’impazzata dietro un bastoncino nel campo dietro casa.
Così dopo un breve passeggiata assecondo il suo desiderio, la porto nel campo seminato dietro casa e lei comincia a cercare con gli occhi il legnetto perfetto, quello che per lunghezza e dimensione fa al caso suo, ne trova uno, e comincia la fantastica danza di sfida:

Se hai un cane sai di cosa sto parlando!

Si posiziona dietro il legnetto, piega le zampe davanti e appoggia il petto per terra, con il posteriore fa dei saltelli a destra e sinistra, la coda si muove molto più velocemente del sederotto, il muso punta il legnetto che si trova tra me e lei. Tutta comunicazione posturale ma il vero duello si svolge con lo sguardo:
Guarda il legno e guarda me, tre secondi occhi nei miei, un secondo sguardo sul legnetto…. saltello destra, saltello sinistra, tocco con il muso, passo in dietro, e tuffo!

Repeat! Adesso dimmi se non sembra una danza, la danza del legnetto… e io rido a crepapelle per la sua comica serietá.

La chiamo facendo un passo indietro, sia per farle capire che in quel momento non mi interessava il suo legnetto, sia per accoglierla a me, lei capisce benissimo e arriv; mentre la mia mano si dirige sul suo dorso per sganciare il moschettone del guinzaglio, lei si gira di 180 gradi di nuovo proiettata verso il legnetto e verso lo spazio aperto, senza mai togliere i suoi occhi dai miei. Continua a guardarmi con la bocca aperta e la lingua penzoloni, impaziente per ciò che sta per succedere, così sgancio e faccio un passo avanti, lei schizza veloce come un fulmine e ruba il legnetto, incomincia a correre con il bastoncino in bocca, sempre dritta a perdifiato.

Dico sempre che i cani sono i miei maestri, i miei lo sono ancora di più

ma ora non mi soffermerò sul gioco in libertà, perché questo articolo ha lo scopo di parlare di ciò che un umano può insegnare ad un cane… circa gli altri cani.
Intanto Maya correva avanti e dietro con il suo bastone in bocca, e io continuavo a lanciarlo intriso di bava appiccicosa mista a terra e fili d’erba.
Ad un certo punto le dico che basta, non ce la faccio piu …. così lei molla il bastoncino, ci fa una pipì sopra (non sia mai che a qualcuno venga in mente di rubarglielo intanto che lei è in giro) e comincia ad annusare filo d’erba per filo d’erba, come solo lei sa fare.
Mi guardo intorno e non c’è nessuno, trentamila metri quadrati di campi, silenzio assoluto e Maya non si allontana mai più di tanto, è quella che libero più a cuor leggero tra tutti i miei cani.

Quindi faccio una cosa che non si fa, una cosa per cui rimprovero come se non ci fosse un domani tutti i miei clienti: prendo il cellulare.

Ok era il momento pausa mio e suo, lei annusa e io guardo le notifiche whatsapp… solo per un secondo.
Invece vedo il messaggio di una cliente che mi da una aggiornamento su un lavoro che le sto facendo fare con la sua bassotta e che mi fa pensare tra me e me: ma perché non seguono le indicazioni alla lettera? È così semplice!

Borbottando ancora mi giro e Maya non c’era più…. Maya? Maya! Maya dove sei?

Maya era sulla stradina che taglia in due i campi, lontana non più di 35 metri da me e, dalla postura, sembrava piacevolmente interessata a qualcosa che io non riuscivo a vedere da lontano coperta dai ciuffi d’erba. Quel qualcosa che incuriosiva tantissimo Maya, era attaccato per mezzo di un guinzaglio estensibile a una signora bionda con abbigliamento e acconciatura alla Eva Kant, che vedevo chinata in avanti e sembrava proprio stesse accarezzando Maya. Allora sorrido e chiamo Maya, che si gira e mi guarda come a dire: Mamma stai venendo anche tu a vedere questa cosina bianca e marrone troppo simpatica?
Giustamente se chiami il tuo cane dirigendoti verso di lui in realtà gli stai dicendo: Resta lì che arrivo io da te.

Mentre mi avvicino sento la signora che dice: Ti do un cazzotto! Giuro che ti prendo a calci! Lasciala stare!

immagine presa dal web

Sgrano gli occhi e vedo che in realtà lei non era chinata ad accarezzare la mia Mayetta ma a proteggere la sua Jack Russel mentre continuava a snappare e ringhiare a Maya, che da lontano al guinzaglio può essere rognosetta, ma in assenza di risorse per lei importanti saluta i cani per strada con qualche festa e continua per la sua strada, specie se sono piccoli.

Oh My Dog! Cosa sta succedendo?

Alzo il passo e, con tono sempre più allarmato ma incredulo, continuo a chiamare Maya, che ad un certo punto arriva tutta contenta e scodinzolante ma fortunatamente inconsapevole di ciò che Eva Kant le aveva intimato!
Accarezzo Il mio cane e le aggancio alla longhina, guardo la signora e vedo che sta accarezzamdo il suo Jack dicendole: Tutto a posto amore? Ti sei spaventata?
Le dico: Mi scusi signora, cosa è successo? Maya è buona di solito.
Lei mi guarda sorridendo e dice: Tutto a posto tranquilla, non è successo niente, sono io che ho paura dei cani grossi.

Eh? Ho sentito bene?

Si avevo sentito bene, ed è molto più comune di cio che si pensi. I proprietari che hanno paura dei cani grossi o di “certe razze” trasmettono questa paura ai loro cani non solo non facendoli socializzare ma addirittura avendo loro stessi delle reazioni di paura quando un cane “Diabolico” si avvicina.
La cagnolina ha imparato che, a prescindere e indipendentemente da ciò che fa, un cane grosso e nero che si avvicina non è cosa buona.

immagine dal web

Perché? Semplicemente perché la cosa non piace alla sua umana, la sua umana si agita, urla, iperventila, produce ormoni di allarme e, come se non bastasse, la stringe e la strattona negandole ogni possibilità di scelta.

Altro? Direi di no, direi che può bastare per mettersi in guai seri quella volta in cui ad avvicinarsi sarà un cane che ai ringhi e alle snappate reagisce male.

Cosa avrebbe dovuto fare la signora? Lasciar fare ai cani, allontanarsi lasciando loro la possibilità di fare conoscenza, trasmettere tranquillità alla sua piccola e giovanissima Jack Russel e magari, ancor prima, farsi aiutare da un esperto per superare la sua paura dei cani.

 

Mary Veg

Esperta in Riequilibrio Comportamentale del Cane e Coach della Relazione Uomo/Cane

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