Non voglio il guinzaglio!

Non voglio il guinzaglio!

Quando vado a fare una prima consulenza in una nuova famiglia (famiglia per me è: sistema misto di umani e cani), l’obiettivo primario è quello di ascoltare e raccogliere quante più informazioni possibili, direttamente o indirettamente.

Queste info, insieme a tutto ciò che ho osservato e letto tra le righe, colto negli sguardi, sentito nei silenzi, compreso nelle dinamiche, poi mi aiuteranno ad impostare un buon piano di intervento.

Almeno questo è quello che pensano i proprietari.

Cosa succede in realtà?

In realtà io al primo incontro devo cominciare a guadagnarmi la fiducia del cane, devo entrare in punta di piedi nella sua vita, nella sua routine.

Perché se noi umani  tolleriamo di tutto e di più da chi arriva per aiutarci: invasioni degli spazi, stravolgimento delle abitudini, che assista a sceneggiate e additamenti con scaricabarile tra membri della famiglia o acquisizione di responsabilità a seconda del caso, non è così per i cani.

I cani hanno bisogno di tempo e di certezze, altrimenti non se ne fa nulla.

Ecco perchè al primo incontro rispetto tutto e tutti, le persone, la privacy, i sentimenti, i sensi di colpa, le buone intenzione, i dubbi … ma in primo luogo rispetto il cane.

Entro nella sua vita in punta di piedi, prendendo pian piano lo spazio che lui/lei mi concede.

Dove, come e quando lui/lei vuole, e nel frattempo lavoro sul contesto, sul contorno.

Resto sbalordita e anche un pò amareggiata, quando i proprietari al primo incontro vogliono mollarmi a tutti i costi il guinzaglio in mano.

NO GRAZIE!
“Così vedi come tira” No grazie, lo vedo lo stesso.
“Così vedi come si lancia come un forsennato”
No grazie, prima che si lanci io ho già capito che sta per lanciarsi.
“Così vedi come va a zig-zag”
No grazie, che vorrebbe scomparire dalla faccia della terra lo vedo comunque.

Kira al Guinzaglio – Comportamento Cane

Non dimostro quanto sono brava al primo incontro dominando il leone inferocito, ma sei tu (umano) che dovresti apprezzare il mio rispetto per il vostro rapporto, sei tu che dovresti farmi una statua perchè ti sto salvando la faccia rifiutando il guinzaglio ed evitando che il tuo cane pensi di te: “Ma guarda sto pezzo di me**a … prima mi fa salire con la staffetta dai prati della sicilia dove me la spassavo a cacciare i conigli e ora mi molla alla prima che passa … ”

Io vedo tutto comunque, anzi vedo molto molto di più se il guinzaglio lo tiene il proprietario e fa quello che ha sempre fatto.

Così facendo preserviamo il rapporto ed evitiamo una rottura ancor prima di cominciare.

Ma gli umani lo fanno in buona fede, molte volte non capiscono i danni che fanno con un atteggiamento del genere, sta a noi spiegarlo.  

Un trainer che prende il guinzaglio in mano e comincia a “gestire” il cane, il MIO cane, il TUO cane così d’emblée, non è un buon rieducatore, non è un buon consulente, non è un buon educatore.

Come si permette?

Soprattutto in situazioni in cui c’è forte insicurezza del cane e poca intesa con il proprietario è imperdonabile.

E’ un gesto ammesso solo se il cane è molto aperto al contatto con il consulente e mostra abbondantemente di consentire questo scambio, ma non al primo incontro.


Mary Veg

Esperta in Riequilibrio Comportamentale del Cane e Coach della Relazione Uomo/Cane

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